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Sogni e sensazioni.

Anna Rossi

Ciao, di professione sono un'insegnante della scuola primaria, nonché mamma e moglie a tempo pieno.
Mi piace scrivere e far conoscere agli altri le mie Sensazioni ed i miei Sogni, cerco di fare ciò, nella musicalità poetica, ed avendo come obiettivo principale la trasmissione delle mie emozioni, ... (continua)


Anna Rossi

Anna Rossi
 Le sue poesie

La prima poesia pubblicata:
 
Sorella Morte (15/09/2012)

L'ultima poesia pubblicata:
 
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Questa è un racconto erotico: se può turbare la tua sensibilita o se non hai più di 18 anni dovresti evitare di leggerlo.

Desideria

Erotismo e per adulti

Desideria lasciò cadere stancamente la sacca a terra, poi si denudò e si diresse verso la doccia. L’ acqua scorreva sulla pelle dorata, come una carezza. Si insaponò dolcemente sfiorando il suo seno sodo e al cui tocco, si drizzarono eccitati i capezzoli scuri. Le mani scivolavano sul corpo benfatto e armonioso, indugiò fra le cosce lunghe e lisce e si soffermò fra le labbra nascoste e gocciolanti.

Un brivido la percorse, cominciò a giocare con la cornetta della doccia infilandosela fra le gambe e poi facendola strusciare all’ esterno delle grandi labbra muovendola su e giù. La sua eccitazione cresceva a dismisura e una voglia incontrollabile la dominava a tal punto, che iniziò a stimolare la clitoride che si rizzò come un piccolo pene. I suoi movimenti dapprima lenti e incerti divennero più veloci fino allo spasimo, arrivò al culmine inarcando la schiena e lanciando un grido. Desideria pensò tristemente che non ricordava più da quanto tempo qualcuno l’ avesse toccata, aveva chiuso una storia importante in modo turbolento e in seguito non aveva voluto istaurare nessun tipo di rapporto. Faceva un lavoro soddisfacente, aveva molti amici con cui trascorrere delle belle serate ed era convinta che ciò le bastasse, non voleva certo complicarsi la vita. O almeno questo era quello che continuamente si ripeteva per convincersi che andava tutto bene, ma in cuor suo sapeva che non era così. Quando si trovava sola nel grande letto, la sensazione di vuoto era così prepotente da toglierle il sonno e il suo corpo lanciava segnali inequivocabili di insoddisfazione. Scacciò dalla mente questi pensieri ed uscì dalla doccia avvolta nel suo morbido accappatoio. Una volta in camera da letto si guardò nuda allo specchio. Quello che le apparve era il corpo slanciato di una donna ancora giovane, dalle belle fattezze e di proporzioni armoniose. Il seno a goccia pieno e formoso, la vita stretta e i fianchi invitanti, le gambe lunghe, perfette e la pelle luminosa e setosa. Si voltò per guardarsi il didietro, non era certo male, tondo e marmoreo. Dopo essersi osservata ancora per qualche minuto, si infilò una sottoveste nera in raso che le scendeva morbida sulle forme, rendendola seducente e si infilò sotto le lenzuola.

Dopo un po’ sfinita s’ addormentò…

Sentiva qualcuno che la toccava, sfiorandola dolcemente e una bocca calda che la baciava dappertutto, prima sul collo e poi scendendo fino ad arrivare sui fianchi, si fermò sull’ ombelico infilandogli la lingua, simulando una penetrazione e in seguito si diresse nella parte più calda, Desideria voleva svegliarsi ma non riusciva ad aprire gli occhi, forse stava solo sognando ed era un sogno meraviglioso e piacevole. La bocca cominciò a farsi strada dentro, succhiando e mordicchiando e la lingua si inserì nell’ incavo sempre più in profondità, Desideria ora gemeva di piacere e sentiva la pelle che bruciava di voglia. L’ orgasmo arrivò d’ improvviso violento e travolgente. Il corpo sussultava dagli spasimi, la pelle era infuocata di passione, poi la raggiunse un sonno profondo, facendola piombare in un’ altra dimensione.

L’ indomani si svegliò con una strana sensazione, aveva sul corpo i segni di una notte d’ amore, confusa si domandò come poteva essere stato così reale un sogno.

Forse anche se non lo voleva ammettere la troppa solitudine le stava giocando dei brutti scherzi. Cercò di non pensarci più e si preparò per la frenetica giornata di lavoro che l’ aspettava.

Mentre stava uscendo incontrò Pierpaolo, il quale con la solita spavalderia la salutò con un bacio sulla guancia dicendole: “ Ehi bellissima, cos’ hai stamattina? Hai un viso radioso…” Desideria sorridendo gli rispose:” Ciao, oggi mi sembra che tu sia più fuori del solito… notte brava?”

Pierpaolo rispose:” Dai lasciami andare che sono in ritardo… ci vediamo dolce.” E detto questo volò giù per la scala facendo i gradini a due per volta. Desideria pensò che un giorno o l’ altro si sarebbe rotto l’ osso del collo…

Pierpaolo le faceva una corte spietata ma lei aveva sempre rifiutato le sue avance, la paura di una nuova cocente delusione la faceva desistere dal provare di iniziare una nuova storia. Anche se Pierpaolo le piaceva un sacco. Era veramente un gran bel ragazzo bruno e con gli occhi di un azzurro intenso.

Giunta al lavoro si diresse nel suo ufficio, quel giorno era cruciale dovevano scegliere lo spot di un nuovo prodotto e la concorrenza era spietata. Erano obbligati a vincere la gara per ridare visibilità all’ azienda che negli ultimi tempi aveva perso diversi punti. Lei come coordinatrice del gruppo che si occupava di marketing convocò tutti i suoi collaboratori per una riunione urgente.

Pierpaolo arrivò come sempre in ritardo, infatti loro non erano solo vicini di casa ma anche colleghi… Prese posto accanto a lei e non mancò di farle l’ ennesimo complimento, le sussurrò:” Sai oggi sei fantastica, hai una luce diversa e poi con quelle gambe…” Desideria fece finta di non aver sentito anche se gli lanciò uno sguardo di rimprovero e poi finalmente iniziarono a discutere l’ ordine del giorno. La riunione si protrasse più a lungo del previsto tant’è che era già buio, Desideria si ricordò che aveva lasciato l’ auto dal meccanico per un controllo e adesso era troppo tardi per andare a riprenderla quindi fu costretta suo malgrado a chiedere un passaggio a Pierpaolo.

Questi fu ben felice di accompagnare la donna che gli aveva rubato il sonno e le disse:” Per me è un onore accontentarla capo… e così dicendo s’ inchinò…” Desideria ribatté:” Ma possibile che non ti stanchi mai di fare il pagliaccio?” Prese posto accanto a lui leggermente a disagio, la corte del ragazzo era sempre più insistente e lei non voleva dargli false speranze. Anche se più passava il tempo e più si accorgeva che non gli era del tutto indifferente anzi spesso si sorprendeva a cercarlo con lo sguardo e ad aspettare il suo arrivo.

Durante il tragitto, stranamente Pier smise di assumere il solito atteggiamento scherzoso e divenne molto serio, lei lo osservava e si accorse che aveva i lineamenti del viso tirati e uno sguardo diverso. Arrivati si salutarono ed entrarono ciascuno nel proprio appartamento. Desideria mangiò qualcosa in fretta, non vedeva l’ ora di farsi una doccia e andare a dormire ma non era solo per riposarsi voleva ripetere il sogno della notte precedente. Prese il blando tranquillante che le aveva prescritto il medico per la sua insonnia e un leggero torpore prese il sopravvento facendola addormentare…

Qualcuno la stava scoprendo, denudando il corpo poi iniziò ad accarezzarla lasciando scivolare le mani sulle pelle, il suo tocco leggero e dolce le provocava dei brividi di goduria, poteva sentire anche il suo profumo da uomo forte ed inebriante, strano le pareva di riconoscerlo, successivamente sentì le dita che si infilavano nella sua fessura calda ed eccitata, allargandola sempre più, era molto esperto e i suoi movimenti attenti e mirati. Desideria subiva tutto, senza provare a svegliarsi, era in balia di un sogno esaltante che la trascinava verso il culmine della passione. In seguito sentì che le spalancava le gambe e la penetrò con un solo colpo.

Quel membro grosso e turgido entrava ed usciva con colpi veloci e prepotenti premendo sempre più in fondo, Desideria ansimava aumentando il respiro e il battito del cuore le sembrava fuoriuscirle dal petto. Accolse il suo gemito riempendosi del caldo liquido che invase il suo buco facendolo traboccare. Era stordita, forse il sedativo le provocava allucinazioni ma era così bello che non aveva intenzione di smettere. Appagata si riaddormentò.

Qualcuno suonava insistentemente alla porta, Desideria controllò l’ ora e si accorse che era molto tardi, balzò giù velocemente dal letto e si diresse ad aprire, Pierpaolo era lì con un cappuccino e una brioche, si fece strada in casa senza aspettare nessun invito dicendo:” Ehi sbaglio o siamo in ritardo? Oggi è il gran giorno, sbrigati a prepararti che ti aspetto… o vuoi andare in bus?” Desideria rispose con un sorriso:” Ma chi sei? Il mio angelo custode? Grazie Pier non so cosa mi sia successo, io di solito non ho bisogno di sveglie, così dicendo filò in bagno, aveva solo una manciata di minuti. Lo trovò intento a rovistare fra i suoi libri:” Ti interessano i libri pallosi?” Sbraitò con una smorfia. Desideria non rispose e agguantando la borsa lo incitò:” Dai… che forse se ci sbrighiamo arriviamo prima che arrivino i giapponesi.”

In auto Desideria sentì quell’ inconfondibile profumo, stordita fissò Pierpaolo, si sentiva confusa e in preda ad un attacco di panico. Possibile che fosse talmente suggestionata dai suoi sogni che adesso si confondevano con la realtà?”

L’ uomo guidava sicuro e ogni tanto spezzava il silenzio con una delle sue solite battute ma la mente di Desideria era altrove, osservava le bellissime mani di Pier e immaginava che fosse lui il fantasma delle fantastiche notti d’ amore. La giornata trascorse come al solito, impegnata e faticosa, poi verso sera, Desideria uscì un po’ prima, per riprendersi l’ auto. Pierpaolo fece la faccia delusa dicendo:” E così non potrò godere più della tua bella presenza… pazienza…”

Desideria sentì il cuore che le fece una capriola e si diede della stupida, non voleva innamorarsi di nessuno e tantomeno di Pier. Quella sera invece di tornare a casa chiamò la sua amica Carlotta e la invitò a mangiare una pizza in un piccolo locale sulla riviera. L’ aria era gradevole, una leggera brezza primaverile s’ alzava dal mare emanando profumi di salsedine e pesce. Desideria pensò che non c’ era niente di più rilassante che trascorrere qualche ora con la sua amica del cuore ma sapeva bene che l’ aveva voluta vedere anche perché aveva necessità di confidarsi. Non capiva che cosa le stesse succedendo e credeva che forse la sua amica poteva aiutarla. Carlotta era molto incuriosita del racconto di Desideria e buttò giù:” Desi non è che per caso non è un sogno ma qualcuno entra da te quando sei mezza addormentata…” Questa frase detta così superficialmente acquisì un significato sinistro, Desideria sconvolta le rispose:” Ma che dici? Com’è possibile che non me ne accorgo… la tua è pura fantascienza.” Così dicendo chiuse l’ argomento anche se la sua mente era in subbuglio, e se Carlotta avesse ragione…

Quella sera decise che non avrebbe preso il sedativo, voleva vedere se quello che le succedeva era frutto della sua fantasia o altro. Andò a letto con una certa apprensione, da lì a poco si addormentò, trascorse una notte agitata fatta di risvegli improvvisi e faticosi tentativi di riaddormentarsi. L’ indomani era più stanca del solito e anche un po’ delusa, non aveva fatto nessun sogno piacevole. Decise di consultare uno specialista, uno psicologo in grado di aiutarla a fare chiarezza dentro di sé.

Prese appuntamento con una dottoressa che le consigliò l’ amica Carlotta, questa psicologa aveva fama di essere molto preparata e professionale.

Davanti a lei, Desideria che aveva sempre temuto di confidare i propri pensieri ad altri, si sciolse come il burro, raccontando tutto quello che era stato il suo passato e quello che era il suo presente. Dopo qualche seduta la dottoressa espresse il suo parere dicendo che quello che le succedeva era semplice. Quando la sera prendeva il tranquillante, finalmente la mente si rasserenava togliendo ogni freno inibitorio e i suoi desideri risalivano a galla materializzandosi. Poi aggiunse che quasi sicuramente l’ oggetto del suo desiderio era vicino a lei ma che rifiutava di vederlo. A questo punto Desideria pensò improvvisamente a Pierpaolo e si accorse che nonostante i suoi propositi si era innamorata ed era proprio lui la persona che sognava di amare.

Per qualche giorno non lo incontrò nemmeno al lavoro, perché era dovuto andare in trasferta e la gelosia iniziava a consumarla, lo chiamò più volte con la scusa di alcune pratiche lasciate in sospeso. All’ ennesima telefonata Pier le rispose:” Ehi cocca ma non puoi fare a meno di me? Ammettilo ti manco…” Desideria imbarazzata restò per qualche secondo in silenzio poi gli disse:” Torna presto…” E riagganciò.

Si rividero sul pianerottolo di casa al suo ritorno, lei non riusciva a guardarlo negli occhi, emozionata come una bambina ma poi inevitabilmente gli sguardi si incrociarono e fu un attimo magico. Senza bisogno di parole, lui le prese la mano guidandola nel suo appartamento. Le loro labbra si unirono in un bacio intenso e profondo, scatenando una libidine incontrollabile. Si sbarazzarono degli abiti, Pierpaolo era incantato dalla perfezione di quel corpo fremente al suo tocco. L’ esplorò in ogni angolo, baciandola e assaporandola, lei dal suo canto prese ad accarezzarlo, sentiva la sua grossa verga indurirsi e ingrossarsi, abilmente lo strinse fra le mani dopo lo baciò delicatamente sul prepuzio, la parte più sensibile, aumentando così la sua voglia. Intanto con la lingua andava su e giù… instancabilmente, infine se lo mise in bocca che fu invasa da quel fallo imponente e rigido. Notando che era al massimo dell’ eccitazione, Pierpaolo la scostò e aprendole le gambe si insinuò nelle pieghe nascoste e bagnate, infilandosi nell’ incavo fino in profondità. Desideria che era in preda ad un piacere sublime lo accolse nel suo intimo con bramosità. L’ uomo la inchiodava a sé sempre più forte possedendola a grandi colpi, poi arrivarono all’ unisono al culmine, un orgasmo incredibile che stravolse i visi in estasi.

Desideria pensò che la realtà era meglio dei sogni e finalmente un sorriso apparve sul suo viso sempre troppo serio e infelice. Quello era ciò che aveva sempre desiderato un uomo da amare e che l’ amasse incondizionatamente. E Pierpaolo era la persona giusta.

La vita val la pena di essere vissuta in pieno, nonostante le delusioni che possono ferirci, questa sarebbe stata la sua nuova filosofia sull’ esistenza.

Anna Rossi 03/09/2018 10:08 1736

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.

I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.

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